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La elettro diagnosi di stimolazione

“La elettrodiagnosi di stimolazione (EED) nelle lesioni nervose periferiche è stata collocata progressivamente in una condizione di oblio da parte dei fisiatri per alcune specifiche ragioni.

Innanzi tutto  il suo utilizzo si è progressivamente ridotto nella convinzione ( solo parzialmente vera)

che la elettromiografia, di prevalente appannaggio dei neurologi, consentisse diagnosi più sicure e precise.  In secondo luogo, proprio in rapporto ad un residuale impiego della metodica, si è assistito ad una progressiva mancanza in commercio di apparecchiature affidabili.

Si è voluto dimenticare, sotto questo profilo, che la EED non necessita della partecipazione volontaria del paziente e che, appunto, può essere fatta anche nei bambini con minore fastidio in quanto non si utilizzano aghi.

Così, da una parte nella formazione dei giovani fisiatri viene generalmente omesso l’insegnamento della elettrodiagnosi e della elettroterapia, mentre, d’altra parte, le aziende si sono orientate e specializzate nella commercializzazione di altre forme di terapie fisiche in fisioterapia.

In realtà, si dovrebbe ricordare che la finalità della EED non è solo quella di determinare se un muscolo è denervato o meno ( e già questo ne giustificherebbe l’utilizzo per la facilità di esecuzione senza dover ricorrere alla elettromiografia eseguita, come detto, da altri specialisti) ma rimane indispensabile se si vuole impostare una corretta diagnosi di stimolazione dopo aver determinato, grazie all’EED, i parametri della corrente ( intensità, durata e pausa) da utilizzare.

Ecco perché si deve guardare con grande favore alla scelta compiuta da BTL di mettere in commercio un apparecchio capace di erogare tutti i tipi di correnti elettriche necessarie in relazione alle diverse finalità terapeutiche: analgesia, potenziamento muscolare, elettrodiagnosi con correnti rettangolari e triangolari, prevenzione della atrofia post.denervativa.

Credo si sia data così la opportunità che la elettrodiagnosi sia eseguita dai fisioterapisti ben istruiti ( senza la preoccupazione di lesa maestà da parte dei fisiatri tenuto conto che non è in gioco la necessità di fare diagnosi di malattia ma solo di poter determinare i parametri della corrente da utilizzare.

Per questa istruzione B-Academy si è messa a disposizione e ha previsto corsi specifici di formazione in elettrodiagnosi ed elettroterapia. Si potrà assistere, allora, ad un rilancio  della EED e ad un ritorno della stimolazione elettrica nelle lesioni nervose periferiche a beneficio dei pazienti.”

                                                   Prof. Vincenzo Saraceni

 

Prof. Vincenzo Saraceni: Specialista in Fisiatria e in Neurofisiopatologia E' stato Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa nella Università Sapienza di Roma. Ha ricoperto la carica di Presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (S.I.M.F.E.R) nel triennio 2008.2012. E' stato Assessore della Sanità e poi all'Ambiente della Regione Lazio negli ani 2000.2015. E' Segretario Nazionale dei Medici Cattolici Italiani.

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